Sopra la Periermeneia

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Work ref: 234
Manuscript ID: 208
Type: Prose

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Related to Aristotle's

Organon

Branch of Philosophy

Logic

Foliation

ff. 1r-13v

Seen

Yes



Physical Description

Paper; ff. I, 60, [4], 54, [2], 29, [4]; mm. 100_153. Original binding in parchment; title on spine: 'ARIS-

Internal Description

<1r> Translatione volgare del Testo di Aris. secondo / il Placito di S. Tomasso sopra la Perierm.a / Capitolo primo. <inc> Primieramente bisogna definire, che cosa sia nome, et che verbo, doppo' che sia l'affirmatione et negatione et enunciatione, quelle cose che sono nella voce, cioè nomi, verbi, et loro consequenti sono segni dell'intellectuali concepti esistenti nell'anima nostra; le scripture poi di quelle che sono nelle voci, et sì come non sono appresso a tucti le medesme lettere, così né anco le voci, et di queste prime passioni le voci sono segni di quelle, et medesmamente le cose a loro subiette sono medesme appresso tutti, delle quali cose queste passioni naturali del anima sono similitudini, di ciò poi se ne tratta nell'Anima, spettando ad altro artefice, et sì come nell'anima alle volte vi è il concepto sensa [sic] verità et falsità, et alcuna volta necessariamente vi è un di quelli, così similmente nelle voci, perciò che la verità et falsità consiste nell'intellecto componente et dividente, essi nomi et verbi donque divisamente assonti si assimigliano all'Intellecto, che è sensa compositione et divisione, come v.g. quando si dice homo, overo albo, se non ve si aggionghi altro, non vi è verità né falsità, segno di ciò che Hircocervus significa altra cosa, ma non vero o falso, se non ve si agionge esse, vel non esse, il quale se sia del tempo presente si chiama esse vel non esse, simpl[iciter]; ma non d'altri tempi. <6r> <expl> perché la verità non si ha nel medesmo modo nelle cose che sono de presente, et in quelle che non sono ma possono essere o non essere, ma come detto habiamo, cioè che in quelle che sono necessariamente una esser vera et l'altra falsa determinatamente, il che non è nelli futuri che possono essere et non essere.

<6r> Libro secondo della Periermeneia. / Capitolo primo. <inc> Perché l'affirmatione è enunciatione che significa aliquid de aliquo, bisogna donque che questo subietto sia o nome, o innominato, cioè nome infinito, perché bisogna che sia uno, et de uno quel che è nell'affirmatione detto già habiamo, che cosa sia nome et che innominato, percioché, non homo, non lo chiamo nome, ma nome infinito, et il nome infinito in certo modo significa unum. [...] <6v> questo verbo est et non est adiace al iusto et al non iusto, et queste enunciationi sono disposte secundum ordinem consequentium nel primo della Priore. / Per la morte del santo, sequita il Caietano / Il simile è anco nell'enunciatione dove si piglia il nome universaliter affirmato, come dire omnis homo est iustus. [...] <13v> <expl> è chiaro donque che non può esser contraria la vera alla vera opinione, né in essa opinione mentale, né in vocale enunciatione, perché contrarie sono quelle che sono circa il medesmo subiecto o predicato, opposte, perché intorno al medesmo possono insieme essere l'una et l'altra enunciationi vere, ma insieme non possono essere li contrarii nel medesmo. / Finis primi et secundi libri / Periermenias Aristotelis / iusta placitum D. Tomae / Post obitum aut in secundo / Cardinalis Caietani.

Bibliography

Iter VI, 66a.

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Original Record Author
Eugenio Refini
Record Last Updated On
08/03/2013
Record Last Updated By
Eugenio Refini

Citation
Eugenio Refini, ‘Sopra la Periermeneia’, in Vernacular Aristotelianism in Renaissance Italy Database (VARIDB)
  <http://vari.warwick.ac.uk/items/show/4444> [accessed 22 September 2017]