De la institutione di tutta la vita de l'homo nato nobile e in città libera

Edition ID

43

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Siena, BCom, VII.H.4

Title page

DE LA INSTITVTIONE / DI TVTTA LA VITA DE L'HOMO / NATO NOBILE / E IN CITTÀ LIBERA. / LIBRI X. IN LINGVA TOSCANA. / Doue e Peripateticamente e Platonicamente, intorno à le cose / de l'Ethica, Iconomica, e parte de la Politica, è raccolta la / somma di quanto principalmente può concorrere à la / perfetta e felice vita di quello. Composti dal S. / ALESSANDRO Piccolomini, à benefitio / del Nobilissimo Fanciullino Alessandro / Colombini, pochi giorni innanzi / nato; figlio de la Immortale / Mad. LAVDOMIA / Forteguerri. / AL QVALE, (HAVENDOLO EGLI SOSTENVTO / à battesmo) secondo l'usanza de i Compari, / de i detti Libri fà dono. / [typographer's mark with motto 'Fiat pax in virtute tua'] CON PRIVILEGIO. / Venetijs apud Hieronymum Scotum. / 1542.

Colophon

Venetijs apud Hieronymum Scotum.

Paratextual elements

1. epistle by Ottaviano Scoto to the Marquis of Vasto and his wife (Venice, March 16th 1542), ff. Aiir-Aiiiv;
2. epistle by Alessandro Piccolomini to Laudomia Forteguerri (Padua, January 1st 1540), ff. Aiiiir-[Avi]r;
3. index of chapters, ff. +r-[+4]v;
4. table of errors, ff. [PPp3]r-[PPp4]r.

Internal description

<Aiir-Aiiiv> ALL'ILL(ustrissi)mi E ESCELL(entissi)mi SIGNORI / Il Signore Marchese del Vasto, e la Signora / Marchesa sua Consorte. / Ottaviano Scotto. <inc> Posandomi io questo gennaro non so che giorni, nel tornar di Milano in Verona (illustrissimi e escellentissimi signori miei) e trovandomi alcuna volta la sera in luogho, dove in una corona honorata di gentilhomini, molto nobili e molto dotti <expl> d'odir ragionarla non già, in che intendo ch'ella è maravigliosa, parsemi la sua bellezza tale, che io non mi ricordo d'haver veduta mai la maggiore. Le V.S. Illust. vivin sane e felici. Di Venetia il dì XVI di Marzo 1542.

<Aiiiir-[Avi]r> A LA NOBILISSIMA E BELLISSIMA / Madonna la molto virtuosa Mad. LAVDOMIA / Forteguerri de Colombini. Commare Hono- / ratissima e Osservandissima. / Alessandro Piccolomini S.S.S. <inc> Mi stava quest'autunno passato, un dì fra gli altri, sì com'ero solito su 'l mezo giorno di fare, nel giardin mio, sott'una verdura intessuta d'edera, in me medemo raccolto. <expl> Dappoi che io scrissi la presente, ho fatta nuova resolutione di non mandarvi per hora sennò X libri di questa opera: riserbando i cinque ultimi dove de la Politica si ragiona, fin a questa estate per alcune cagioni che non importa di raccontare.

<+r-[+4]v> LA TAVOLA DI QVELLE COSE / che si contengano ne la presente opera.

<1r-> DE LA INSTITVTIONE DE LA / felice vita de l'huomo nato Nobile, e in città libera. / Composta principalmente per la instruttione del / Nobilissimo fanciullo Alessandro Colom- / bini, figlio della bellissima Madonna / LAVDOMIA Forteguerri / à la medesima Madonna / LAVDOMIA. / LIBRO PRIMO. / <1r-4v> PROHEMIO. <inc> Da quel tempo in qua, che 'l puro splendore del vivo lume di tutte le cose, per il mezo dei vivacissimi raggi, che di calda virtute ardenti, uscir si veghano da gli occhi vostri <expl> Ma tempo è hormai che a questo mio intendimento, si dia principio col favor vostro. Fine del Prohemio.

<5r-16v> <book 1> LIBRO PRIMO / Cap. I. Dove si prova che l'homo habbia un fine ultimo / in cui consiste la sua felicità. <inc> Dovete sapere (bellissima Madonna Laudomia) che sì come in tutte l'altre cose, è un appetito naturale del proprio lor bene, come ultimo lor fine, a l'acquisto del qual bene ogni loro operatione indirizano. <expl> affermandovi che per quella non solo huom felice è per diventare, ma anchora gli sarà mezo di farlo un poi de i beati spirti del cielo. Fine del primo libro.

<17r-215v> <books 2-9>

<216r-> <book 10> DE LA INSTITVTIONE DE LA / felice vita de l'huomo nato Nobile, e in città libera. Com- / posta principalmente per la instruttione del No / bilissimo fanciullo Alessandro Co / lombini, figlio della bellissima Mad. / LAVDOMIA Forteguerri / al medesimo ALES- / SANDRO. / LIBRO DECIMO. / Cap. I. Come prohemio del decimo libro e de l'età atta a tor consorte. <inc> Con questa institutione che io fo de gli anni vostri (Alessandro nobilissimo) già mi veggio arrivato a l'anno trigesimo de l'età vostra. <expl> Ma de le virtù e belle parti di sì gran donna, ad altro tempo, se me ne bastarà l'animo, mi riserbo di ragionare; onde lasciando questo per hora, a 'l discorsco che io dico di sì gran donna, e insiememente al seguente libro darò principio. Fine del decimo libro.

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08/03/2013

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Eugenio Refini

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Eugenio Refini, ‘De la institutione di tutta la vita de l'homo nato nobile e in città libera’, in Vernacular Aristotelianism in Renaissance Italy Database (VARIDB)
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